Rigetto dell’impianto dentale: è possibile? 



L'implantologia dentale è considerata una tecnica consolidata e di successo. Il buon esito dell'operazione è, ormai, quasi una certezza. 

Nonostante questo, esiste ancora chi teme un possibile rigetto dell'impianto e finisce per scegliere soluzioni alternative a quest'ultimo. Le obiezioni mosse a riguardo, vengono immediatamente messe a tacere dagli studi scientifici effettuati in materia, nonché dalla casistica. Il fenomeno del rigetto è, infatti, del tutto incompatibile con l'intervento di inserimento dell'impianto dentale per tutta una serie di motivazioni che vengono ampiamente argomentate dai professionisti del settore. 

Vediamo nel dettaglio quali sono i motivi che non rendono possibile il fenomeno del rigetto in questo campo. 

Cos'è il rigetto dell’impianto dentale

Con il termine rigetto si fa riferimento ad una reazione immunitaria volta ad eliminare quello che il nostro organismo percepisce come un corpo estraneo. L'espulsione del suddetto corpo è il risultato finale dell'intero processo. In altri ambiti, il fenomeno in questione può risultare molto pericoloso, perché arriva a compromettere l'intero intervento. 

La convinzione che il rigetto possa verificarsi in ambito implantologico muove dalla considerazione che tale reazione si verifica anche con organi e tessuti. Questo spinge a pensare che un corpo totalmente estraneo, come il perno in titanio, possa facilmente non essere tollerato dall'organismo. 

Negli anni che hanno seguito l'ideazione di questa tecnica di successo, parte della ricerca si è concentrata su questo peculiare aspetto, per cercare di fornire risposte concrete al quesito. 

Oggi, unanime consenso è raccolto dall'affermazione che non possa esistere, nel settore dell'implantologia dentale, una reazione di rigetto. 

Considerazioni finali 

La moderna medicina di settore considera il rigetto come un fenomeno che non può trovare riscontro nelle problematiche legale ad un intervento di impianto dentale. 

Il materiale di cui si compone il perno è il titanio. Questo metallo risulta totalmente biocompatibile e, dunque, perfettamente tollerato dal nostro organismo.Il pericolo è assolutamente scongiurato a priori, proprio in ragione dei molteplici impieghi del titanio nella chirurgia. 

Qualora si verificasse, durante o dopo l'operazione di inserimento della vite artificiale, un qualsiasi tipo di inconveniente, questo non sarebbe certamente da imputare ad una reazione di rigetto. 

In questo caso, infatti, occorrerà analizzare ulteriori aspetti dell'intervento quali, ad esempio, la professionalità del dottore o l'utilizzo di attrezzature adeguate. 

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