Quando è il momento di rivolgersi ad un implantologo? 

In Italia, come nel resto del mondo, sono migliaia le persone che ogni anno decidono di sottoporsi ad un intervento di implantologia dentale.  Questo accade anche in ragione del grande successo della tecnica in questione, in aggiunta dell'inesistenza di una possibile reazione di rigetto.  Attraverso questa operazione è possibile restituire al paziente un gradevole aspetto estetico e, soprattutto, un'adeguata funzionalità della cavità orale. 

Nonostante l'argomento sia trattato ormai da molto tempo, in tanti si chiedono, ancora oggi, quando è necessario rivolgersi ad un implantologo, per rimediare ai problemi di bocca e denti. 

Vediamo insieme nel dettaglio tutto quello che c'è da sapere in merito.

Prima di arrivare all'implantologia

Va sottolineato che la pratica di impiantare delle radici artificiali è da considerarsi come ultima ipotesi. Si precisa, infatti, che l'implantologo agisce solo in presenza di dente già caduto e non, contrariamente a ciò che alcuni pensano, anche di fronte ad un grave danneggiamento dello stesso. In questi casi, si tenta in tutti i modi di salvare il salvabile, così da evitare che il soggetto debba sottoporsi ad un'operazione come quella della sostituzione dei denti naturali con quelli artificiali. 

Le nuove tecniche messe a punto dagli esperti hanno permesso enormi passi avanti, tanto da garantire la cura per quasi tutte le patologie dentali. Alla luce di ciò, è bene rivolgersi a professionisti del settore, in grado di mettere il proprio sapere a servizio del paziente, pensando solo alla salute ed al benessere di quest'ultimo. 

L'implantologo

Si procederà con l'impianto nel solo caso in cui non sia, in alcun modo, possibile ripristinare la salute del dente danneggiato. L'esecuzione deve essere affidata ad un implantologo, ovvero ad un dentista in possesso di tutte le conoscenze necessarie a tale tipo di operazione. 

Si tratta di un intervento delicato, che va trattato in maniera accurata, sia nella fase preliminare che nel post operatorio. Occorre verificare lo stato di salute del paziente e porre lo stesso nelle condizioni di affrontare il tutto con la massima serenità. La biocompatibilità del titanio utilizzato rappresenta un'ulteriore garanzia, poiché il pericolo di rigetto è pari a zero. 

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